martedì 10 ottobre 2017

Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze

L'11 Ottobre è la giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze ed è stata istituita dall'ONU contro violenze, abusi e discriminazioni a cui sono sottoposte bambine e ragazze ogni giorno in tutto il mondo.

Snoccioliamo alcuni numeri:


16 milioni di nuove baby spose ogni anno tra Somalia, Guinea, Gibuti, Egitto, Eritrea e Mali, Sierra Leone e Sudan. Le stime dell'UNICEF più recenti indicano che globalmente (Cina esclusa) 70 milioni di donne tra i 20 e i 24 anni - circa una su tre - si sono sposate prima dei 18 anni: di queste, 23 milioni si sono sposate addirittura prima di aver compiuto 15 anni.
70.000 le morti fra le ragazze tra i 15 e i 19 anni a causa delle violenze subite, ogni anno.

La situazione è inoltre aggravata dalle sempre più frequenti migrazioni, che alimentano la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione e dello schiavismo minorile.

Dal 2000 ad oggi le bambine rappresentano inoltre il 60% di tutta la popolazione infantile che non ha accesso all'istruzione.

«Il matrimonio precoce spesso comporta per una ragazza l'abbandono della scuola. Nelle comunità dove tale pratica è diffusa, sposare una bambina è parte di una serie di norme sociali e atteggiamenti che riflettono il basso valore dato ai diritti umani delle bambine» ha aggiunto Anju Malhotra.
L'istruzione è una delle strategie più efficaci per proteggere le bambine dai matrimoni precoci. Quando le ragazze possono continuare a studiare, può verificarsi facilmente anche un cambiamento nei comportamenti che migliora le loro opportunità all'interno della comunità.

Questi dati che sono sicuramente preoccupanti e allarmanti, a qualcuno potrebbero sembrare lontani dalla nostra realtà, lontani dall'Europa, dall'Italia.

Ma guardiamoci intorno: quanta violenza vediamo ogni giorno sui social, a scuola, nella vita di tutti i giorni accanto a noi?

Femminicidi, per arrivare ai casi più eclatanti, cyberbullismo dove ragazzine vengono prese di mira per il proprio aspetto fisico non uguale a quello dei fantomatici scheletrici modelli attuali, violenza sessuale su minori (di entrambi i sessi) sia in casa che nell'ambito del vicinato, nei luoghi e dalle persone che dovrebbero tutelare i minori, le bambine, le ragazze.

Questa è la società che stiamo consegnando ai nostri figli, una società che se in una parte del mondo ostenta le spose bambine per "cultura", nell'altra opera più subdolamente minando psicologicamente le nostre "figlie" e sempre più spesso anche fisicamente.

Una società dove si guarda e si sorride a chi all'interno di una bolla di cristallo inveisce sminuendo la dignità di una donna.

Una società dove le bambine devono giocare a fare le mamme e non l'avvocato o il poliziotto.

Una società dove è più importante farsi chiamare MinistrA o SindacA piuttosto che avere il rispetto per il ruolo che si riveste invece che per il sesso che si ha.

Una società dove la parità sostanziale è ancora un miraggio....





Fonti:
http://www.radiomontecarlo.net/news/extra/219139/l11-ottobre-e-la-giornata-internazionale-delle-bambine-e-delle-ragazze.html
http://www.unicef.it/doc/4190/giornata-internazionale-delle-bambine-stop-ai-matrimoni-precoci.htm

sabato 16 settembre 2017

Riflessione sul tema del Femminicidio

Leggo l’editoriale del direttore Elio Patriota su Diritto e Rovescio sul “ Codice Rosa” ovvero una strategia di intervento per le vittime di violenza che la Legge di Stabilità vorrebbe estendere a tutti gli ospedali italiani.
Denominato Codice Rosa, perché ad oggi, statisticamente, le donne sono il numero maggiore tra le vittime della violenza.
Ascolto nei vari notiziari nazionali le notizie sulle morti degli ultimi giorni, e sulla lunga scia di femminicidi dall’inizio degli anni.
Leggo di affermazioni di personaggi secondo cui “le donne vestono in modo provocante” quasi a giustificazione delle violenze.
Sento commenti di chi al bar sentenzia “se l’è andata a cercare”.
Ricordo di un articolo de La Stampa del marzo 2016 che raccontava di come in Germania, in un particolare tratto ferroviario, al fine di evitare molestie sessuali, una compagnia ferroviaria ha istituito delle carrozze per sole donne vicine alle carrozze del personale viaggiante.
Ricordo una foto di mia madre, scattata un annetto prima della mia nascita, anni ’70, una foto in bianco e nero, in cui indossava una deliziosa minigonna a quadretti e un maglioncino a collo alto.
E mi chiedo dove sono finite le battaglie per le minigonne, per il diritto di voto, per una donna che passasse da oggetto a soggetto.
Siamo nel 2017 e noi DONNE non abbiamo imparato il rispetto.
Il RISPETTO per noi stesse che ci dovrebbe spingere a denunciare ogni tentativo di violenza, familiare, sul lavoro, a scuola, o sociale.
Il RISPETTO da insegnare ai nostri figli maschi, che non vedano le donne solo come le loro madri, sempre attente ai LORO bisogni, unicamente dedite ai LORO scopi.
DONNE svegliamoci, insegniamo ai nostri figli maschi, che devono accettare i NO: “NO, non voglio uscire con te”;
“NO non voglio essere la tua fidanzata”; “
NO, non ti facciola lavatrice”,
“NO, non ti “servo””.
Insegniamo alle nostre figlie femmine a dire NO alle richieste che avviliscono la loro persona, e ad avere più rispetto per se stesse.
Solo così’, forse, le generazioni future non avranno bisogno di Codici Rosa, o ricorderanno i femminicidi come un periodo di cronaca nera italiana.
Lunghi Leyla
Rappresentante degli Studenti LMG01
E madre di un maschio di 9 anni
Fonti



http://alumnipegaso.it/riflessione-sul-tema-del-femminicidio/

giovedì 10 marzo 2016

8 Marzo


Nella giornata dedicata alla Festa della Donna, mentre mi recavo in Metro a Torino per sostenere degli esami ho di getto scritto quanto segue. Mi sono ripromessa di pubblicarlo ed ecco qua:


Anche oggi la fiera dell'ipocrisia. Uomini che donano a donne migliaia di rametti di mimose per la festa della donna.
Ma che senso ha questa festa ancora oggi, nel 2016?

Ci sono donne che sul lavoro vengono ancora giudicate per la minigonna che portano o per le scarpe con il tacco, non per il loro cervello o per la loro competenza professionale.

Se delle donne fanno carriera, allora sono andate a letto con il loro capo, se la carriera la fa un uomo è uno competente ed è meritocrazia.

Ti buca un incrocio una donna? E' sicuramente una "zoccola", se invece lo fa un uomo, è uno "stronz..".

Piccolezze.......piccolezze sintomatiche di una mentalità. Oggi ci si preoccupa in politica delle quote rosa ma non di tentare un cambiamento epocale, e culturale, che dia alla donna il rispetto che si dà all'uomo, niente di più, niente di meno.

Donne che al mattino si alzano preso, rassettano la casa, portano i figli a scuola, danno loro un bacio e poi volano al lavoro, dove ci sono, anche ma non solo per fortuna, uomini che le guardano dall'alto in basso, che le reputano di facili costumi, o che non le reputano all'altezza dei compiti loro assegnati.

Donne considerate più oggetti, come un soprammobile da mettere in mostra, invece che come soggetti.

Eppure, nonostante il paventato sgomento di fronte e tutte le morti per mano di coloro che dicevano di amarle, o di altri uomini, le donne non sono libere di andare al mattino al parco a correre senza dover mettere in conto di trovare l'esibizionista di turno.
Quando al mattino presto prendono i mezzi pubblici o la metro, devono guardarsi intorno, per stare attente a non esser sole in balia di qualche malintenzionato che se va bene le scippa.

E allora, care donne, che oggi riceverete fasci di mimose, anche da chi dice di amarvi e in futuro potrebbe tentare di "uccidervi" sia moralmente che fisicamente,auguri:

Auguri a tutte le donne che devono lavorare il doppio per vedersi riconosciuto la metà di quello che viene riconosciuto ai colleghi maschi;

Auguri a tutte quelle donne, madri, che devono insegnare ai propri figli maschi che le donne vanno rispettate, gli hanno donato la vita, ma non sono le loro schiave o le loro serve, sono esseri da amare, rispettare, e aiutare;

Auguri a tutte quelle donne, madri, che devono insegnare alle proprie figlie femmine a non buttarsi via per un uomo, a non farsi calpestare pur di piacere, o a non  fare compromessi pur di essere accettate dal gruppo.

E infine, auguri a voi, cari uomini, che avete la fortuna di avere mogli, figlie e compagne che silenziosamente combattono tutti i giorni per vedersi riconosciuto ciò che spesso gli è negato:
il Rispetto.